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Mostra di GIOVANNI GAROZZO - "Dipinti a olio"

Mostra di GIOVANNI GAROZZO - "Dipinti a olio"
dal 02-06-2016 al 26-06-2016 - Antico Castello sul Mare
Orario: venerdì sabato e domenica festivi e prefestivi ore 16/19
Mostra antologica di pittura Ingresso libero

Elogio della natura

Nel lontano 1960 scrivevo: "Su questa terra/una parola sola/netta come un cerchio/da all'ulivo contorto/la fierezza del soldato. /A me certezza." Ma neppur io, allora, riuscivo a svelare la parola nascosta, il portento; ora ne sono certo: è natura, la "diva armonia". Quella, per intenderci, che sovrasta anche l'amico Giovanni, sostiene la sua vita, lo incanta e nelle tele, poi, variamente si diffonde e si acquieta.

Già nel 1975, parlando della sua pittura (in un articolo critico uscito sulla rivista Resine-quaderni liguri di cultura) mettevo in evidenza il tema centrale del suo lavoro: la natura e la tecnologia, quello che è della natura e quello che è costruito dall'uomo, a stretto contatto; un problema di confronto, di equilibrio: una difficile ricerca di armonia.

Garozzo, attraversata la lezione dei classici e di alcuni grandi maestri del novecento, da lui studiati e ansati; attento ai movimenti surrealista ed informale e consapevole del magistero cubista, che consolida struttura, spazio e luce all'interno dell'opera,- approda ad una poetica figurativa e visionaria, affatto personale. La costruzione è sorretta da un sovrano dominio; l'uso del colore e la sapienza compositiva sono insuperabili; la partecipazione entusiasta e, persino, percorsa da ebbrezza, fino a spingersi al compiacimento, vigile, però, e commosso.

Qualità tutte che ritroviamo, inutile a dire, intatte anche nell'acquarello, nell'incisione e nella ceramica. Percorrendo, negli anni, il gran numero di dipinti, ci accorgiamo che il paesaggio siciliano (terra d'origine) trascende nel paesaggio ligure (terra d'accoglienza) e ritroviamo, allora, gli ulivi, umili e maestosi, permeati di splendente bellezza; il mare, nel suo aspetto dolce ed infinito, quando bagna la riva; la vegetazione, libera e spontanea, e quella riformata dall'uomo; i "giardini privati" aperti alla meditazione; "la casa verde" che vive serena nel bosco e, ancora, in una fiduciosa apertura alla poesia e all'incanto, spazi e volumi vissuti in verticale; alberi che, come miracolosi

occhielli, incorniciano vedute; vertiginose ma solide e ordinate “riprese” aeree; un cielo ribaltato

dentro aureole di foglie e, infine, l'intelligenza umana e le sue realizzazioni, testimoniata dalla presenza di piramidi inconsuete emergenti dal terreno...

Così, Giovanni Garozzo, dalla prima mostra personale tenuta a Milano, da Gianferrari, alla grandi esposizioni - in Italia e all'estero - numerose nel tempo; da Genova,città in cui risiede dal 1960 al soggiorno romano; dai fecondi e intensi periodi trascorsi a Parigi e a Zurigo, poi, matura un fervido, intelligente, instancabile processo creativo. Un grande lavoro, (che prosegue) lo ha sostenuto e nutrito nel profondo e, insieme, lo ha nobilitato e rivestito, come una sontuosa veste.

Comunicato dell'Autore

 

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