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PREMIO LETTERARIO NAZIONALE "RAPALLO" PER LA DONNA SCRITTRICE 2020

PREMIO LETTERARIO NAZIONALE "RAPALLO" PER LA DONNA SCRITTRICE 2020
dal 12-09-2020 al 30-11-2020 E' stata scelta la terna delle finaliste della 36° edizione del Premio Letterario indetto dal Comune di Rapallo. La premiazione finale si terrà il giorno 12 dicembre 2020, in forma ridotta e nel rispetto delle normative in materia di prevenzio

Premio Letterario Nazionale per la Donna Scrittrice Rapallo 2020  -  36^ Edizione

La premiazione finale si terrà il giorno 12 dicembre 2020, in forma ridotta e nel rispetto delle normative in materia di prevenzione della diffusione del contagio da virus Covid-19.

 

COMUNICATO STAMPA                                                                                        

Silvia Ballestra con “La nuova stagione”, Milano, Bompiani, 2019, Melania G. Mazzucco con “L’architettrice”, Torino, Einaudi, 2019 e Simona Vinci con “Mai più sola nel bosco”, Venezia, Marsilio, 2019, sono le finaliste della 36^ Edizione del Premio Letterario Nazionale per la Donna Scrittrice "Rapallo", promosso dal Comune di Rapallo.

 

La scelta della terna, tra le ottantuno opere in concorso, è stata effettuata dalla Giuria dei critici, riunita in videoconferenza per l’emergenza Covid-19, composta da:

Elvio Guagnini (Presidente), Maria Pia Ammirati, Mario Baudino, Francesco De Nicola, Chiara Gamberale, Luigi Mascheroni, Ermanno Paccagnini, Mirella Serri e Pier Antonio Zannoni (Coordinatore responsabile del Premio).

Nella riunione, che si è svolta attraverso una “piattaforma” on line messa a disposizione dal Comune di Rapallo, la stessa giuria ha assegnato il Premio Opera Prima a Irene Salvatori per il romanzo “Non è vero che non siamo stati felici”, Torino, Bollati Boringhieri, 2019 e il Premio Speciale della Giuria, intitolato ad Anna Maria Ortese, a Romana Petri, per il romanzo “Figlio del lupo”, Milano, Mondadori, 2020.

 

Le tre opere finaliste, ai fini dell’assegnazione del premio principale, saranno votate congiuntamente dalla Giuria dei Critici e dalla Giuria Popolare. Quest’ultima, quest’anno, eccezionalmente, sarà costituita da 40 studenti di due scuole secondarie superiori di Rapallo, il liceo classico-linguistico Da Vigo e il liceo scientifico–Istituto tecnico Liceti, che leggeranno i libri in abbinamento al percorso scolastico e, data l’emergenza Covid-19, per evitare assembramenti nel corso della cerimonia conclusiva, esprimeranno il loro voto in classe, con il coordinamento dei rispettivi Presidi. La cerimonia si svolgerà nel salone del Consiglio Comunale di Rapallo, presumibilmente nel prossimo mese di novembre, in forma ridotta e con l’adozione di adeguate misure di prevenzione, in una data che sarà comunicata in tempo utile. Interverranno le scrittrici premiate, le Autorità, rappresentanze delle Giurie e delle Case Editrici, gli organi di stampa e, per quanto possibile, il pubblico.

Di seguito, vengono riportate le motivazioni

Terna Finale

SILVIA BALLESTRA “La nuova stagione”, Milano, Bompiani, 2019

La nuova stagione” di Silvia Ballestra, edito da Bompiani, ultimo romanzo della scrittrice marchigiana, mette in scena il mondo contadino delle Marche, luogo d’elezione della Ballestra, visto nei nostri giorni. La lingua pastosa e espressiva, l’ironia sottile e, sullo sfondo, una comicità quasi trattenuta, fanno della storia di due sorelle protagoniste una piccola saga familiare alle prese con il contado conservatore e retrivo, le nuove economie digitali e le variabili insondabili della Natura, come il terremoto e i disastri climatici e agricoli. Una scenografica periferia Italiana dà vita ai tipi umani più diversi, confermando ancora una volta la solidità narrativa di Silvia Ballestra.

 

MELANIA G, MAZZUCCO “L’architettrice”, Torino Einaudi, 2019

Ero la figlia superflua. La seconda femmina. Difettosa, neanche bella… Troppo obbediente per liberare il mio desiderio segreto di essere qualcos’altro. Un’eroina, una guerriera–”: chi parla in prima persona è Plautilla Bricci, protagonista de “l’Architettrice” di Melania Mazzucco edito da Einaudi. Queste pochissime righe sono un assaggio di uno stile straordinario, di una narrativa forte e barocca che la giuria ha ritenuto di dover premiare. Si tratta della storia di una giovane donna Plautilla che diventa la prima architettrice della storia italiana ed edifica monumenti bellissimi. Una donna forte e coraggiosa in un mondo in cui le donne invecchiavano a trent’anni per i troppi parti, ed erano tenute lontane dal mondo della cultura. Una donna che si cimenta nella potente impresa di fronteggiare un mondo tutto maschile. Il linguaggio è alto, lussureggiante, potente. La scrittura della Mazzucco sa dare riconoscibilità e respiro universale a Plautilla Bricci.


 

SIMONA VINCI “Mai più sola nel bosco”, Venezia, Marsilio, 2019

È un libro di grande originalità, questo, di una scrittrice che ha al proprio attivo un grande numero di testi narrativi (racconti e romanzi), pagine autobiografiche, per il pubblico giovanile, per il teatro, collaborazioni giornalistiche, radiofoniche, televisive. Queste pagine di Simona Vinci, che nascono dal racconto di come è stata vissuta un’opera che si è rivelata fondamentale per l’autrice, sono – insieme - racconto, studio, saggio, anche narrazione autobiografica. A partire da suggestioni personali evocate nell’autrice dalla lettura delle fiabe dei fratelli Grimm, il libro è pure un’esplorazione del mondo della fiaba, della sua natura e delle sue funzioni, dei suoi incanti e orrori, dei misteri e delle paure suscitate dalle storie narrate. “Mai più sola nel bosco” è un ‘opera ricca di notizie e riflessioni sull’opera dei fratelli Grimm e sulla sua fortuna; e – inoltre – un racconto di emozioni personali dell’autrice e della sua viva e acuta sensibilità.

 

 

PREMIO OPERA PRIMA

IRENE SALVATORINon è vero che non siamo stati felici”, Torino, Bollati Boringhieri, 2019

con la seguente motivazione:

È nella forma d’una lunga lettera che la quarantenne protagonista di “Non è vero che non siamo stati felici” di Irene Salvatori si rivolge a una madre morta, ma continuamente richiamata come se fosse in vita, con esplicito invito a “tornare”, per conoscere la sua famiglia. Un singolare racconto epistolare, peraltro denso di riferimenti autobiografici quanto a situazioni personali, familiari e lavorative dell’autrice, ma pure le letture, il rapporto con le parole nelle diverse lingue, la sua maternità e il rapporto educativo coi figli, il suo sfortunato «curriculum amoris», a stilare un bilancio della propria vita sulle pagine bianche presenti nelle agende della madre rinvenute col ritorno a casa. Una lettera che parte solo dopo che la protagonista e la sua famiglia (figli e cani), hanno finalmente trovato da cinque mesi – dopo «quarant’anni di sbagli e dieci anni di traversata con uno psichiatra» - un punto fermo in quella «tana che protegge, si può chiudere la porta dall’interno». Sbandamenti che cadenzano una scrittura che «ha il movimento di una rincorsa», sempre assai calibrata, e che va sempre più trascinandoti nel suo mondo divagante, fatto anche di scarti improvvisi, ben dosando i toni di umorismo e dramma, disperazione e sorriso, nostalgia e futuro.

 

 

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA

ROMANA PETRI “Figlio del lupo”, Milano, Mondadori, 2020

con la seguente motivazione:

Già inserita nella terna dei finalisti nell’edizione del premio Rapallo del 1990 con il promettente libro “Il gambero blu e altri racconti” e poi vincitrice assoluta dello stesso nel 1998 con il denso romanzo “Alle case Venie”, Romana Petri, attiva come traduttrice, ha scritto in seguito altri numerosi romanzi apprezzati da critica e pubblico, il più recente dei quali è Figlio del lupo (Mondadori, 2020). In questo corposo lavoro, la scrittrice ripercorre, dandole però la forma di autonomo romanzo, la biografia avventurosa di Jack London, creando un personaggio autentico che, pur nato in queste pagine da un’ evidente informazione storica accurata, cattura l’attenzione del lettore nei suoi diversi e spesso contrastanti momenti di vitalità e di sconforto, di spirito di avventura e di passione politica, resi tanto più credibili dalla sensibilità della scrittrice e dal suo linguaggio comunicativo che sa rendere esemplari anche i momenti apparentemente minimi della vita del grande narratore, come pure della madre e delle altre figure, soprattutto quelle femminili, che compaiono nella narrazione. Tenendo conto dell’eccellente qualità di questo romanzo e in genere della sua scrittura, e anche del forte legame con il premio Rapallo che sin dai primi passi ha seguito il suo percorso letterario, la Giuria ha assegnato all’unanimità a Romana Petri il premio di sua competenza.


 

Rapallo, 12 settembre 2020

 

Allegato: Bando_Rapallo2020.pdf (649 kb) File con estensione pdf

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