Gli Ex Voto nel Santuario di Montallegro

La documentazione contenuta in questa sezione "Ex Voto"  è tratta dal libro "EX VOTO A MONTALLEGRO" edito dal Comune di Rapallo e scritto da: M.Angela Bacigalupo, Pier Luigi Benatti ed Emilio Carta.

 

EX-VOTO "DEL RAGUSEO"

Piastra in argento (cm. 43x39) dell'anno 1574

Ex voto RaguseoDal Codice Diplomatico del Santuario (p. 16-17):
`...Narra egli dunque di Nostra Signora del Monte il seguente bellissimo fatto, degno di perpetua memoria: "Dell'anno 1574 correndo naufragio Cap. Allegretti Raguseo con sua nave da mercanzia, che di là veniva a Genova, mentre si ritrovava nei nostri mari della Liguria, vicino a Monte Rosso delle Cinque Terre, ragunatasi ha consolato tutta la ciurma, fecero voto unitamente a Dio, che se li avesse dall'imminente naufragio liberati, nel primo terreno o porto dove si fossero afferati sarebbero tutti a piedi scalzi andati pellegrini alla chiesa più memorabile per divozione che ivi fosse.
Trascorsero per divina providenza portati dalla procellosa marea nel Golfo e Porto di Rapallo dove tranquillatasi la burrasca e accertati che la Chiesa di Santa Mari dela Mont'Allegro che dalle spiagge li fu mostrata era la più rinomata per divozione e miracolosa che fosse non solo in queste parti, ma nei lidi della Liguria, pochi anni avanti colassù comparsa, non tardarono di andarla a visitare per adempire il voto fatto e vi portarono la tabella votiva o quadretto d'argento, in cui intagliata la Nave in atto di naufragare colla seguente inscrizione anco oggi giorno nella Chiesa di detta Nostra Signora si vede. "

«DIE XXVI DECEMBRIS MDLXXllll APUD MONTEM RUSSUM DEIPARAE VIRGINI EGO NICOLAUS DE-ALLEGRETIS RACUSSINUS VOTUM ET GRATIAM ACCEPI»

(26 dicembre 1574. Presso Monterosso alla Vergine Madre di Dio io Nicolò De Allegretis Raguseo feci un voto e ricevetti la grazia).


EX-VOTO "GLI AUSTRO-SARDI"

Lamina in argento sbalzato (cm 53,9x38,7) dell'anno 1747

ex voto austrosardi"D.O.M. RAPALENSIS POPULUS EX SPECIALI GRATIA DOMINAE SUAE ADVOCATAE, ET PATRONAE MARIAE MONTISLAETI AB AUSTRISARDO INCURSIONE ILLAESUS AD POSTERUM MEMORIAM ANNO MDCCXLVII D.D.D."
(A Dio ottimo e massimo il Popolo Rapallese per grazia speciale dell'Avvocata Sua Signora, e Patrona Maria di Montallegro illeso dall'incursione austrosarda a memoria dei posteri nell'anno 1747 donò, dedicò)

Rappresenta in primissimo piano la zona del borgo compresa tra la foce del San Francesco e il monastero delle Clarisse. Al centro, possente, il castello dal mare sembra vigilare sulle case.
Si notano villa Serra (a sinistra dell'iscrizione commemorativa) e, in alto a destra, immersa nel verde, quella che oggi è conosciuta come villa Cavagnari.
Processionalmente i rapallesi salgono al Santuario per la mulattiera che dal convento di San Francesco porta alla chiesetta di San Bartolomeo e quindi a Montallegro.
Sullo sfondo, sul monte di estrema sinistra, si intravedono gli austrosardi in fuga.
Sovrasta il Santuario il quadretto miracoloso circondato da raggi.
La lamina è opera dell'orefice Luxardi di Genova al quale fu commissionata, per conto della comunità, dal nobile Tommaso Noce.
 


EX-VOTO "IL BRIGANTINO SARDO"

Dipinto su vetro (cm 33,5x27,5) dell'anno 1822

ex voto brigantino"Giuseppe Berraldo Roco Pietro Gambaro Lassinobia Genova". 1822.
Notevole la riproduzione della "dormitio" della Beata Vergine Maria che riproduce abbastanza fedelmente il famoso quadretto del Santuario di N. S. di Montallegro a grandezza innaturale per le dimensioni di questo tipo di quadro.
Le navi della marina sarda battevano bandiera azzurra caricata nel cantone superiore sinistro della bandiera propria dell'isola di Sardegna, cioè un campo bianco alla croce di rosso accantonata da quattro teste di moro tortigliate di bianco, oppure battevano il vessillo del regno di Sardegna, blu inquartato di rosso con sovrapposte la croce bianca di Savoia e quelle rosse di San Giorgio e di Genova.
Dal trattato di Vienna (1815) all'avvento del Regno d'Italia (1860) nel nostro paese prosperarono diverse marine: quella sarda, cioè ligure, la toscana, la pontificia, la veneta, la marina delle Due Sicilie cioè napoletana e siciliana. Sino alla prima metà del XIX secolo queste marine mercantili ebbero una loro organizzazione economica di tipo ancora settecentesco: esisteva la figura dell'armatore che ordinava la nave al costruttore di un cantiere e si serviva di questo mezzo per trasportare le cose di cui commerciava. Massima autorità a bordo era il capitano a comando, che aveva mansioni nautiche, disciplinari e commerciali. Al secondo posto stava lo scrivano, suo coadiutore. Il nostromo ed i marinai formavano l'equipaggio.
La grande rivoluzione economica industriale avvenne più tardi e in campo marittimo a risentirne fu questo sistema. Creandosi la necessità del trasporto merci per conto terzi, l'armamento velico da complementare ed accessorio diventò armamento vettore. 


EX-VOTO "IL CALICE IN ORO CESELLATO"

Calice in oro cesellato del secolo XIX

calice"De Donis Dei offero tibi B. Maria Virgo joseph Cardinalis Spina Sarzanen. Episcopus Praenest."
(Per i doni di Dio offro a Te, Beata Vergine Maria, Cardinale Giuseppe Spina di Sarzana Vescovo di Palestrina)

La scritta appare sulla base interna del piedistallo che è sorretto da tre angeli e riproduce tra uno e l'altro tre momenti della vita di Cristo: Gesù nell'orto degli ulivi, la "Deposizione" e la "Resurrezione".
Tra il piedistallo ed il calice ci sono tre simboli: l'agnello, il pellicano e l'aquila. Finemente lavorata e cesellata è anche la parte superiore.
E' un dono lasciato in testamento al santuario dal cardinale Spina in riconoscenza per una grazia ricevuta.


EX-VOTO "IL COLERA"

Lamina d'argento (cm 62x45)

EX-VOTO
"TERRIBILI AC PRAECIPITI MORBO CIRCUMQUAQUE GRASSANTE RAPALENSIS CIVITAS VIRGINE MONTIS LAETI OPITULANTE INCOLUMIS EVASIT ORDO ET CIVEIS ARGENTI LAMINAM IMMORTALIS BENEFICI] TESTIMONIUM VOVEBANT ANNO 1835 DIE 22 AUGUSTI PERSOLVEBANT ANNO 1836 DIE 23 MAII".
(Infuriando tutto intorno terribile e funesto il morbo la città di Rapallo, porgendo aiuto la Vergine di Montallegro uscì incolume. Il Sindaco e i cittadini facevano voto di una lamina d'argento a testimoniánza di un immortale beneficio il 22 agosto 1835 scioglievano il voto il 23 maggio 1836)

La scritta è alla base della lamina raffigurante Rapallo vista da Langano.
Pur essendo simile a quella della peste, se ne differenzia per il senso della profondità. Rapallo appare sullo sfondo, mentre il mare e la nuova strada per Santa Margherita sono in primo piano.
Il disegno originale, acquarellato, è conservato nel municipio ed è opera del pittore Tomaso Castello.
 

 


EX-VOTO "LA CONFRATERNITA"

Ovale d'argento sbalzato (cm 19,1x11,5) dell'anno 1835

EX-VOTO
"CONFR. PIETAS SOC. SS.M. TRIN. LAVANIE POC DICABAT AN. 1835 29 7BRIS"
(La devozione della Compagnia della Santissima Trinità di Lavagna col Priore e tutti i confratelli dedicava il 29 settembre 1835)

Non è un voto vero e proprio, ma la testimonianza del legame tra la Compagnia della SS. Trinità di Lavagna ed il Santuario.
Nel "Reg. 1831, Libro del banco del Santuario" si legge: "Quest'oggi (29-9-1835) si è portato alla visita del Santuario di N.S. di Montallegro processionalmente in penitenza la Compagnia della SS. Trinità di Lavagna, la quale ha offerto un quadro d'argento con cornice indorata in legno, rappresentante la SS. Trinità, a cui si è corrisposto con un pacco di immagini da distribuirsi ai Sig. Priori di detta Compagnia; ed un quadretto di N. S. onde sia appeso in quello Oratorio per tener memoria della loro visita a questo Santuario ".
Nel 1835, anno in cui il colera mieteva vittime in gran parte della Liguria, numerosi furono i pellegrinaggi al santuario. Questo ovale d'argento è la testimonianza di uno di questi.
L'otto maggio 1836 la confraternita, essendo cessato il colera, tornò a Montallegro in ringraziamento.
 


EX-VOTO "LA MALATTIA G.B. BOZZO"

Dipinto su tavola lignea (cm 39x27)

EX-VOTO
"A Maria SS. in atto di ringraziamento per grazia ricevuta in grave malattia 1830 GB. Bozzo".

L'interno della camera da letto rivela le buone condizioni finanziarie del graziato; lo si può desumere dalla biancheria, dal tipo di tendaggi, dai mobili e dalla stessa carta da parati. L'ammalato è descritto in atto di preghiera con lo sguardo rivolto all'immagine del quadretto miracoloso della Madonna di Montallegro che appare circondata da una nuvola.
 


EX-VOTO "LA MALATTIA (G.B. di N.N.)"

Lamina di argento sbalzato (cm 18x16) del secolo XIX

EX-VOTO
"G.B. figlio di N.N."

La lamina si presenta molto imbrunita. In primo piano, in rilievo, il letto dell'ammalato. Si può notare il copriletto stampato a grossi fiori e sopra il capezzale il quadro del protettore. In mezzo alle nuvole, in grandezza spropositata, c'è l'icona di Montallegro estremamente semplificata.
 

 


EX-VOTO "LA MALATTIA (V.F.G.A.)"

Lamina in argento sbalzato del secolo XIX

EX-VOTO
La lamina è inchiodata su una tavola di legno e riproduce l'ammalata orante, coricata su un letto con baldachino.
La donna è rivolta al quadretto miracoloso che appare, con la scritta V.F.G.A. a sinistra.

 

 


EX-VOTO "LA PIANETA"

Seta con ricami in oro del secolo XIX

EX-VOTO
Nel "Reg. 1821, Libro d'Introito al Banco" si legge:
"1824, 22 settembre. Giorno di mercoledì in cui S. E. il Cardinale Giuseppe Spina Legato in Bologna si portò alla visita di questo Santuario avendo fatto un donativo di una ricca pianeta di tela d'argento tutta ricamata in oro fino". IL suo valore era, come testimonia Arturo Ferretto nel suo Codice Diplomatico, di £. 10.000.
Numerose furono le visite del Card. Spina al Santuario tra il 1809, quando era Arcivescovo di Genova e il 1828, anno della sua morte. Rappresentò la Santa Sede al Congresso di Vienna. Per sua intercessione Papa Pio VII concesse il 12 luglio 1816 il "Giubileo perpetuo dei primi nove giorni".
Il 7 maggio 1865 gli amministratori del Santuario deliberarono di porre nell'oratorio di N. S. di Montallegro alcune lapidi a perenne ricordo di Giuseppe Spinola, degli arcivescovi di Genova Mons. Giuseppe Spina e Mons. Luigi Lambruschini e di Giovanni Chichizola.
di pr

 

 


EX-VOTO 'RAPALLO LIBERATA DALLA PESTE'
Lamina d'argento sbalzata (cm 56,8x51,7) dell'anno 1657

EX-VOTO 'RAPALLO LIBERATA DALLA PESTE'
«DEIPARE MONTIS LETI COMMUNITAS RAPALLI A PESTE UNDIQUE GRASANTE IMMUNIS CAPITANEO ILLUSTRISSIMO IO PETRO GRIMALDO HOC GRATIANIMl. MONUMENTUM ANNO 1657 DICAVIT.'

(Alla Madre di Dio di Montallegro la Comunità di Rapallo immune dalla peste che infuriava ovunque essendo Capitano l'illustrissimo Gio. Pietro Grimaldi con animo grato dedicò questa testimonianza nell'anno 1657)

In alto a sinistra è evidente il marchio dell'orefice.

La piastra descrive il borgo da Langano alla torre da Vigo. Si può notare il vecchio corso del Boate e come tutte le case fossero accentrate tra la porta delle Saline ed il ponte sul San Francesco. In posizione dominante si trova il castello che appare diverso dall'attuale architettura. In alto al centro, in mezzo a nuvole, scendono, purificatori, i raggi della Grazia. Infine, sul monte, si scorge il Santuario, così come si presentava al pellegrino sino alla fine del secolo scorso.

 


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